Attestato di Certificazione Sismica

Le Linee guida per la classificazione del rischio sismico hanno finalmente accolto l’urgente necessità di conoscere il grado di sicurezza strutturale degli edifici, allo scopo di salvaguardare la vita umana oltre che assicurare l’uso del bene anche a seguito di eventi sismici di modesta entità.

Esse rappresentano un punto di partenza verso il traguardo di introdurre la Certificazione Sismica nonché prevedere un fascicolo del fabbricato che contenga tutte le informazioni e le criticità strutturali propri di una abitazione e di disporne prima di un evento catastrofico.

L’introduzione di una Certificazione Sismica è essenziale per aumentare la percezione del rischio e della vulnerabilità delle costruzioni, con conseguenze simili a quanto in passato avvenuto con la Certificazione Energetica. Basti pensare, infatti, come fino a dieci anni fa in pochi parlavano di consumi energetici, mentre negli ultimi anni, con l’obbligatorietà dell’APE, tutti sanno cosa si intende per fabbricato di «Classe A» e come un certificato energetico influisce sulla commerciabilità di un immobile. Negli ultimi anni si è assistito così ad una percezione diffusa sull’importanza dell’efficienza energetica e del maggior valore di un fabbricato con certificazione di classe elevata, oltre a poter beneficiare di un gran numero di interventi di riqualificazione energetica incentivati anche dal punto di vista fiscale.

La Certificazione Sismica è uno strumento indispensabile per ottenere le agevolazioni fiscali che il Governo nazionale ha disposto per la realizzazione di interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico del costruito.

Il cosiddetto SismaBonus, infatti, prevede ingenti detrazioni fiscali sui costi sostenuti, dall’1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per la sicurezza antisismica, dalle parcelle professionali per la verifica delle costruzioni all’esecuzione dei lavori di miglioramento strutturale.

Il provvedimento si applica a fabbricati adibiti a civile abitazione (sia prima sia seconda casa), a parti comuni o interi condomini nonché ad opere adibite ad attività produttive. Requisito essenziale è che gli immobili siano ubicati in zona a rischio sismico 1, 2 e 3, secondo la zonazione individuata dall’O.P.C.M. n. 3274/2003.

La detrazione di base, ripartita in quote uguali per cinque anni, è pari al 50% della spesa sostenuta ma detta percentuale aumenta con la riduzione del rischio sismico ed è qui che entra in gioco la Classificazione precedentemente trattata. Infatti, fermo restando il tetto massimo detraibile di € 96000:

  • nel caso di abitazioni e fabbricati destinati ad attività produttive, la detrazione arriva al 70% se, a seguito di interventi migliorativi, si raggiunge 1 Classe di Rischio inferiore (ad esempio, si passa dalla Classe di Rischio D alla Classe di Rischio C), oppure all’80% se si raggiungono 2 o più Classi di Rischio inferiori (ad esempio, si passa dalla Classe di Rischio D alla Classe di Rischio B);
  • nel caso di condomini, la detrazione arriva al 75% se, a seguito di interventi migliorativi, si raggiunge 1 Classe di Rischio inferiore, oppure all’85% se si raggiungono 2 o più Classi di Rischio inferiori.

Si riporta l’iter da seguire per accedere alle agevolazioni fiscali previste dal SismaBonus:

  • il soggetto beneficiario della detrazione incarica un professionista di stimare la vulnerabilità sismica della costruzione in esame;
  • il professionista attesta la Classe di Rischio della costruzione nella situazione esistente (stato di fatto);
  • il professionista progetta l’intervento di miglioramento strutturale e attesta la nuova Classe di Rischio ottenuta;
  • il soggetto beneficiario della detrazione procede ai pagamenti delle fatture ricevute, tramite bonifico bancario o postale, da cui risultano la causale del versamento, il proprio codice fiscale e il codice fiscale o numero di partita IVA del beneficiario del pagamento;
  • il direttore dei lavori e il collaudatore statico dichiarano, al termine dell’intervento, la conformità del progetto.

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